Bokeh

di Fabyd
domenica, 07 settembre 2008

Marseille la belle

Notre Dame de la Garde è la protrettrice dei marinai e di tutti coloro che visitano Marsiglia. Dall’alto dei suoi 154 metri domina la città. Il panorama da lassù è fantastico

E si gioca a guardarla/cercarla dai diversi punti della città in cui ci si viene a trovare.

Vale la pena di visitarla anche all’interno. Mi chiudono la porta in faccia “comincia la messa, torni tra un’ora”. Va bene. C’è tutto il tempo per guardare il porto il faro la macchia mediterranea gli eco-mostri le barche l’isola di Montecristo le Calanques, per bere un caffè e fumarci sopra una sigaretta, per scattare qualche foto.


Si riaprono le porte, esce un drappello (non metafisico) di uomini anziani vestiti con una divisa blu un sacco di medaglie sul petto e una bandiera tricolore bianco-rosso-blu (ops! avevo scritto verde, siamo proprio cuggini). Il gruppetto si avvicina al muro (dove nel frattempo ho adocchiato e letto una lapide) e si schiera.


Chi siete?” domando strabiliata “Partigiani? Avete combattuto per la liberazione? ”. Manco avessi visto Iddio...ricevuto la Rivelazione ! Lo sapevo che i francesi hanno combattuto il fascismo. Cantavo "le chant du partisan", quando andavo all’école, ben prima degli Zebda ! eppure ero travolta dallo stupore...
Vabbé, passata l’emozione internazionalista ricostruisco la storia. Questi anziani signori appartenevano al battaglione Tal dei Tali (non mi ricordo il nome) che nell’agosto del 19XX (non mi ricordo l’anno) dopo una dura battaglia, di cui si vedono ancora le tracce sul lato sinistro, liberò la basilica dai fascisti. Una normale storia di resistenza e liberazione. Ogni anno i sopravvissuti si ritrovano per ricordare. Normale anche questo.
Un uomo di mezza età, vestito in abiti civili, si mette al centro dei presenti, spiegazza un foglio di carta e comincia a leggere. “Anche quest’anno dobbiamo rilevare l’assenza del Sindaco alla commemorazione”. Anche i cuggini subiscono questa onta! Chi cavolo è il Sindaco ? Uno del partito di Sarkò, mi comunica l’amico ben informato. Tutto il mondo è paese! Ma proprio tutto ! Siamo stretti nella morsa delle peggio globalizzazioni! “Qui c’è qualcuno che vuole voltare pagina…ma noi lo impediremo” dice l’uomo di mezza età vestito in abiti civili, mentre una dama francese singhiozza nel mio orecchio. Bravo! Anche noi lo impediremo! O almeno, ci piacerebbe.

Tuttavia, il Sindaco di destra non è scemo come la Moratti, sciura italiana altrettanto di destra, sindaca del paesello in cui alloggio.
Marsiglia si apre a ventaglio sul porto e si estende leggermente in collina. E’ bello perdersi nelle discese ardite e le risalite, ma a volte anche un po’ faticoso, eppure la Municipalità suggerisce questo:


e propone questo: (facendomi anche un favore personale, così i Marsigliesi non parcheggiano più le auto proprio davanti alle cose che devo fotografare)


Inutile dirlo alla Moratti. Ha un udito troppo selettivo.
E dirle questo ?

Pur con le sue contraddizioni Marsiglia mi sembra una città dove si vive con facilità. Passeggiando nel quartiere dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi, sembra proprio di stare in una canzone di De André. A Milano in un quartiere come questo ci sarebbero i soldati. Io ho incontrato due simpatiche poliziotte in bicicletta.


La vivacità di Marsiglia non è originata solo dal porto e dalla brezza marina ma anche dalle tante lingue, dalla musica del mondo che esce dall’infinità di locali coi tavoli all’aperto, dagli odori, dagli hammam, dalle botteghe coi piatti impilati e le tahina coi colori sgargianti, dal cibo per tutti i gusti. Marsiglia è bella perché meticcia.
 
La ville de Marseille s’engage pour la candidature de Marseille-Provence 2013 au titre de capitale européenne de la culture

TOUS AVEC MARSEILLE !

Io la sostengo !

 

postato da: masuria alle ore settembre 07, 2008 11:41 | link | commenti (8) | commenti (8)
categorie: oltre la siepe
sabato, 31 maggio 2008

This Land Is Your Land
Questa terra è la tua terra

Questa terra è la tua terra, questa terra è la mia terra
Dalla California all’isola di New York
Dalle foreste di sequoie fino alle acque della Florida
Questa terra è stata creata per te e per me.

Mentre camminavo lungo quell’intreccio di strade
Guardai quei cieli infiniti sopra di me
Guardi quella valle dorata sotto di me
Questa terra è stata creata per te e per me.

Ho girato e viaggiato seguendo i miei passi
Fino alle spiagge spumeggianti e ai deserti cristallini
E tutto intorno a me una voce risuonava
Questa terra è stata creata per te e per me.

Il sole scintillava, mentre io me ne andavo in giro in cerca di lavoro
I campi di avena ondeggiavano e le nuvole di polvere rotolavano
Quando la nebbia si levò, una voce si mise a cantare
Questa terra è stata creata per te e per me.

Me ne andavo in giro camminando quando vidi un cartello laggiù
E su quel cartello c’era scritto: “Vietato entrare”
Ma dall’altra parte non c’era scritto proprio nulla
Quella parte è fatta per te e per me.

All’ombra di un campanile ho visto la mia gente
Vicino all’ufficio dell’assistenza sociale ho visto la mia gente
Mentre loro stavano lì in coda affamati, cominciai anch’io a chiedermi
E’ proprio questa la terra creata per te e per me?

Nessuno sulla terra potrà mai fermarmi
Mentre cammino su questa strada della libertà
Nessuno sulla terra potrà mai farmi tornare indietro
Questa terra è stata creata per te e per me.

postato da: masuria alle ore maggio 31, 2008 00:30 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: musica, oltre la siepe
mercoledì, 30 aprile 2008

buon 1° maggio

 

a tutto il mondo e alla Turchia che torna a festeggiarlo

postato da: masuria alle ore aprile 30, 2008 21:55 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: oltre la siepe
mercoledì, 23 gennaio 2008

viaggio in pinasse

La pinasse parte per tre giorni di navigazione sul fiume Niger con a bordo 17 persone:
4 persone di equipaggio, una guida locale e 12 toubab.
L’equipaggio :
Il timoniere avvolto nel turbante, seduto immobile pare un Buddha, non parla mai, timona.
Isaac, 10 anni, svuota la barca dall’acqua con una piccola tanica che sembra più una paletta, quindi raccoglie acqua per ore. Siamo scesi dalla barca strappando al padre la promessa che lo manderà a scuola (e l’acqua continuerà a entrare nella pinesse mentre i toubab guarderanno le foto della gita sul Niger).
Il cuoco cucina per 17 persone su un unico fornelletto a carbone, la giornata gli passa così,  cucinando per ore.
Il proprietario della pinasse insieme alla guida locale vegliano sul buon andamento della vita a bordo. Pianificano la giornata, gli orari, le soste a terra e la distribuzione del peso affinché la pinasse non si ribalti ogni volta che i toubab cambiano posto.
I toubab :
Quando mangiano: poco riso, solo salsa, scotta, passa la salsa piccante, solo verdura, manca una forchetta, è troppo unto, passate indietro i piatti, chi ne vuole ancora, niente pesce, ne manca uno, passa il sale, solo riso, chi vuole ancora salsa, quanti tè, sa di detersivo, ho chiesto il caffè, passa lo zucchero, il cucchiaino, il Nescafè non lo bevo.
Quando non mangiano: metto la giacca a vento, mi allunghi lo zainetto, pulisco la macchina fotografica, mi scappa, prendo un libro, come si mette il turbante, mi sposto là, prendo un fazzoletto dallo zainetto, bevo, vado al sole, leggo, prendo l’acqua, di chi è questo, prendo la salviettina umida, mangio una caramella, faccio la foto, faccio un’altra foto, dormo, leggi questo, metto il turbante in un altro modo, guardate l’airone, mi presti l’accendino, mi soffio il naso, guardo le foto, ho finito l’acqua, fumo una sigaretta, metti questo nel sacchetto della monezza, prendo lo zainetto, tolgo la giacca a vento, metto il turbante, giochiamo a fiori-frutti-animali, ti sposto lo zainetto, vengo lì.
Compare un rasoio a pile e un toubab si fa la barba.

 www.flickr.com/photos/fabyd
 

postato da: masuria alle ore gennaio 23, 2008 14:34 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: italiani, io , oltre la siepe
martedì, 01 gennaio 2008

.....arrivederci !!!.....

Fabyd va in vacanza

(qui)

postato da: masuria alle ore gennaio 01, 2008 17:41 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: io , oltre la siepe
martedì, 18 dicembre 2007

auguri

Kalili è in Italia da pochi mesi e sta imparando l’italiano. Quando sente di frequente una parola me ne chiede il significato.
Ieri sera è passata S.a farci gli auguri per Natale.
Kalili mi ha chiesto cosa significa “auguri”.
Gli ho spiegato.
Mi ha chiesto perché sente ripetere così spesso “auguri”.
Gli ho spiegato che è Natale.
Mi ha chiesto di confermargli che Natale è il 25 dicembre.
Gli ho confermato.
Kalili ha fatto un faccino ironico.
Credo che si sia chiesto“quanto dura Natale?”
Già.
Quanto dura Natale.

postato da: masuria alle ore dicembre 18, 2007 14:14 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: italiani, dubbi, oltre la siepe
giovedì, 15 novembre 2007

le cappa che amo

Ho messo nel bloghino il banner contro la cappa, quella stupida, perché ci sono anche le cappa belle e sono tante. Un assaggino:

Kalili (persona). E’ il mio allievo alla scuola di alfabetizzazione per stranieri. Pensiamo (io e lui) che abbia vent’anni. Ha raggiunto l’Italia via mare dalla Libia, non mi ha detto come abbia raggiunto la Libia dal Gambia, il suo paese. Meglio così, sarebbe un racconto angosciante per entrambi. Parliamo in inglese. A turno ci guardiamo con aria di compatimento pensando”che schifo di inglese che parli”. Abbiamo ragione, però ci capiamo sempre. Kalili è un bravo allievo, si impegna, ha voglia di imparare. Kalili ha i capelli neri neri gli occhi neri neri la pelle nera nera. Quando è molto concentrato tira fuori leggermente la lingua rosa rosa, e io ho un sussulto.

Karma (boh!). Azione, in sanscrito. Di solito si parla di “legge del Karma o “legge di causa-effetto”, secondo la quale, in parole molto povere, noi umanoidi siamo il prodotto delle nostre azioni precedenti ed è meglio stare attenti a come ci comportiamo perché...raccogliamo quello che seminiamo. Da non sottovalutare.

Khaled (musicista). Presente Aisha ? e C’est la nuit ?. Lui.

Jeremy Rifkin (ambientalista). Dimostra scientificamente come il genere umano si stia distruggendo insieme al Pianeta e senza chiedergli il permesso. Il suo tormentone è l’energia. Quanta ne usiamo, quanta ne sprechiamo, quanta non ne avremo più a breve, quanto sarebbe meglio usare quella che non provoca danni, quanto sarebbero ancora meglio usarne meno, molto meno. Spiega:“Ogni singolo atto che si compie al mondo ha subito l’influenza di tutto ciò che è avvenuto prima e a sua volta influenzerà tutto ciò che viene dopo. Così ognuno di noi fa parte di un continuum e incorpora nel suo esistere ogni realtà precedente mentre rappresenta, nel suo divenire, tutte le possibilità future.” Sembra la legge del karma ma è la seconda legge della termodinamica.

Ahmadou Kourouma (scrittore). In un suo romanzo ho imparato che cos’è un griot. Voglio essere un griot.

Michail Afanàs’evic Bulgakov (scrittore). Solo i migliori sono riusciti ad imitarlo. Ha dato vari motivi per amarlo. Io ho scelto il Maestro e Margherita.

L’ameriKano (film). Ispirato al reale rapimento di un agente CIA da parte dei guerriglieri uruguayani, parla  dell'appoggio dato dagli USA ai regimi totalitari del Sudamerica. Fu girato in Cile poco prima del golpe di Pinochet, appoggiato, anche questo, dal governo di Washington. Un film più reale del re. La cappa del titolo è compresa nel biglietto.

xxxKxxx (…). Anonimo, se no mi accoppa. Un grande. Parola di Fabyd.

Ryszard Kapuscinski (giornalista). E’ nato in Polonia ma quando e’ morto era nato in Bielorussia a causa delle bizze della Storia la quale principalmente sono i Potenti. Ha lasciato un’eredità di inestimabile valore. Apro a caso una pagina di un suo gioiello (Lapidarium) e leggo “La televisione trasmette la sua versione degli avvenimenti e perfino la sua visione del mondo, della politica, della storia. Il guaio è che questa comincia a essere l’unica versione dei fatti (…). Sempre più, quindi, ci facciamo un’idea del mondo basata non sulla conoscenza dei fatti e dei processi che li determinano,ma sulle immagini televisive di quegli eventi; vale a dire su una loro versione interpretata e propinata all’utente, pronta da guardare e da prendere per buona

Khawuleza (canzone). Scappa, mamma in lingua zulu. Cantata da una principessa negli anni dell’Apartheid quando i neri, oltre le discriminazioni razziali, subivano le persecuzioni violente e la repressione sanguinosa della polizia. Da chi deve scappare la mamma, è facile capire.

Miriam Makeba (cantante). La principessa di cui sopra. Ha fatto della musica il suo strumento di lotta in difesa degli oppressi. A  causa della sua battaglia in favore dei diritti civili dei neri fu condannata all’esilio dal suo paese, il Sudafrica. Ha cantato le sofferenze e il calore dell’Africa, con amore e passione. Pata Pata l’ha resa immortale.

Girovagando nella mia memoria alla ricerca delle cappa che amo, non ho scovato nulla nella mia amata India. Ho notato che le cappa si trovano principalmente in Africa e nel mondo slavo. E in Italia? Niente ! W la C !


 Gdansk

postato da: masuria alle ore novembre 15, 2007 23:31 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: io , k , oltre la siepe
mercoledì, 07 novembre 2007

prigione

Vivere una sola vita
in una sola città
in un solo Paese
in un solo universo
vivere in un solo mondo
è prigione.

Amare un solo amico,
un solo padre,
una sola madre,
una sola famiglia
amare una sola persona
è prigione.

Conoscere una sola lingua,
un solo lavoro,
un solo costume,
una sola civiltà
conoscere una sola logica
è prigione.

Avere un solo corpo,
un solo pensiero,
una sola conoscenza,
una sola essenza
avere un solo essere
è prigione.

(Ndjock Ngana, poeta camerunese)
La parola "prigione" - mok in basaa - non esisteva in Camerun prima dell'arrivo degli occidentali. E' stata creata dalla radice oko, che significa "maledizione".

postato da: masuria alle ore novembre 07, 2007 12:17 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: oltre la siepe
venerdì, 05 ottobre 2007

Polonia amica

Da quando la cortina che separava l’Europa Occidentale e quella Orientale non c’è più, noi dell’Europa che va veloce possiamo scavalcare le macerie del muro per aprire nuovi mercati, delocalizzare le fabbriche o fare turismo nell’Europa che va piano. L’ultimo dei tre casi è il mio. Quest’ anno destinazione Polonia. Al ritorno la domanda che mi è stata fatta più frequentemente è:”come sono i Polacchi? tristi?”. La risposta alla prima, che si porta dietro anche la seconda, è: “i Polacchi sono tristi quando hanno motivo per esserlo, sono allegri quando hanno motivi per esserlo”. Non è l’unica cosa che ho scoperto in Polonia.
A Varsavia percorrendo viale Generale Andersa mi è caduto l’occhio su un masso bianco seminascosto dagli alberi di un parchetto sull’altro l’alto della strada , riuscivo a leggere solo la parola “Cassino”. Destino dei destini, poco distante, sul muro di fianco a me, vedo una targa di vetro con la foto del Gen. Wladyslaw Anders e una lunga descrizione in polacco che leggo fino alla fine capendo giusto l’ultima parola: Montecassino. Qui c’è sotto qualcosa! La cara Iwona mi spiega che i soldati polacchi hanno combattuto a Montecassino, strappando il monastero ai nazisti asserragliati all’interno. I 1052 caduti nella battaglia ora riposano nel cimitero polacco, lì vicino. Tra loro il Gen.Anders che li guidò e morì qualche anno dopo la fine della guerra. C’ è un altro cimitero polacco, nei pressi del fiume Savena alla periferia di Bologna, per i caduti durante l’offensiva che ha portato alla liberazione della città. Insomma, prima di infierire contro l’”idraulico polacco” che “ci ruba il lavoro” dovremmo saldare il debito d’onore.
Ho scoperto Gdansk (Danzica) e il suo anelito alla libertà. Non solo Solidarnosc, una storia molto più lunga e più antica e poi la Corte di Artù. Uno splendido edificio del XV secolo cuore della vita mondana e commerciale della città, un luogo dove i cittadini si incontravano per parlare, scambiarsi le idee liberamente, reale forum delle diversità in una città in cui ne convivevano tante. Il nome è ispirato, non è un mistero, ai Cavalieri della Tavola Rotonda considerati simbolo di armonia e di uguaglianza.
Ho scoperto che la Polonia ha consegnato all’Europa la prima (bellissima) Costituzione, nel 1791, ancora prima dei francesi (tié), forse per difenderla hanno rifiutato quella Europea? Non credo.
L’ultima scoperta che ho fatto è che i Polacchi ci vogliono proprio bene e ricordano il suolo italiano nel loro inno nazionale scritto a Parma nel 1797. Con una volontà sorprendente i polacchi hanno ricostruito mattone su mattone le loro splendide città distrutte nella Seconda Guerra Mondiale. Una specie di canto del cigno.
Al momento la Polonia sembra aver preso le distanze dal suo passato ecumenico e libertario ma, dopo due occupazioni, entrambe devastanti, la ricostruzione penso che sia una strada in salita. Così è, nell’ Europa che va piano.

p.s. I Polacchi sono spiritosi , la palma nella foto è di plastica.

postato da: masuria alle ore ottobre 05, 2007 09:11 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: amici, dolcezze, io , oltre la siepe

Chi sono

Utente: masuria
Nome: Fabiola
Ho la sensazione di essere un personaggio vago, un pò evanescente, mal situato. Vedremo. (A.Giacometti)

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